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E´ MANCATO SOLO IL GOL - Riflessioni del dopo Troina. Risveglio amaro, ma fiducia sulla squadra.

08-09-2014 07:00 -
44' Ventura a terra subito dopo aver salvato in angolo la punizione di Irrera indirizzata all'incrocio


Delusione, amarezza, sconforto, ma anche tanta fiducia ...sono gli aggettivi che meglio di ogni altro, descrivono lo stato d´animo della comitiva rossoblù nel risalire le scalette del pullman per intraprendere il lungo viaggio di rientro dalla sfortunata trasferta di Troina, nella quale a fare la differenza sono stati alla resa dei conti due giocatori della compagine di casa.

Il primo, l´estremo difensore Ventura, giunto in settimana a dar manforte ad un reparto che in Coppa aveva incassato qualcosa come 7 reti (a zero) in 180´, che nel corso del primo tempo ha letteralmente calato la saracinesca, opponendosi alle conclusioni più o meno ravvicinate degli avanti torresi.
Da "urlo" addirittura, il balzo felino con il quale ad un minuto dall´intervallo ha praticamente tolto dal sette alla sua sinistra, la punizione splendidamente calibrata da Irrera.
L´altro, il giovanissimo "puntero" di marca locale, Gaetano Messina, 16 anni compiuti da poco più di un mese e proveniente dalla scuola calcio di mr.Pagana, che con freddezza da bomber consumato, ha freddato sull´uscita il pur esperto Bucca, finalizzando il micidiale contropiede con il quale il compagno di squadra Gianblanco, ha riprodotto in versione calcistica, la riedizione di un film che ha fatto la storia del cinema: "fuga per la vittoria".

Delusione ed amarezza dicevamo, per un risultato che punisce i rossoblù di Peppe Borelli ben oltre i demeriti. Ciò naturalmente senza voler nulla togliere ai giusti meriti di un Troina, bravo e caparbio nel credere e cercare il successo piuttosto che trincerarsi e fare le barricate accontentandosi di un dignitoso pari contro un avversario che per lunghi tratti ha imperversato nella metà campo ennese.
Sconforto è quanto si ravvisava a caldo dopo una prova tutto sommato su buoni livelli, giunta a conclusione di una gara bella ed avvincente per tutti i 90 minuti più recupero. Merito delle due squadre che si sono affrontate a viso aperto, dando vita ad un match dai toni agonistici alti ma senza cattiveria, anzi, all´insegna della massima correttezza e fair-play tra i 22 in campo e nella quale i rossoblù del presidente Sindoni, hanno prodotto davvero tanto, alla fine trovandosi nella condizione di dover recitare il classico "mea culpa" per le palle-gol dilapidate.

I due tecnici: non è nostra abitudine entrare nel merito di argomentazioni di natura tecnica che lasciamo volentieri alle persone preposte a ciò, ma ripercorrendo il nastro della partita, per quanto possa apparire paradossale, a Beppe Pagana va dato atto di aver iniziato a vincerla nel momento peggiore, allorquando a metà del primo tempo, con i suoi in balia dell´avversario, ha operato l´innesto di Miano che ha conferito lucidità ad un centrocampo fino a quel momento apparso in grave difficoltà che non lasciava presagire nulla di buono tra i sostenitori di fede locale.
A Peppe Borelli invece, all´esordio in Promozione nelle vesti di allenatore,si può rimproverare poco o nulla. Del resto, se c´è stata una squadra ad aver condotto le danze, questa è innegabilmente e come sportivissimamente ammesso anche nel clan locale, quella torrese. Semmai, l´unico errore rivelatosi poi grave, è stato quello di essersi trovati nella ripresa, scoperti e sbilanciati in avanti,alla ricerca del vantaggio, alla resa dei conti concedendo il fianco sinistro alla velocissima ripartenza da cui è scaturito il gol che ha deciso l´incontro. Si potrà obiettare sull´ingresso tardivo di un dinamico e fresco La Spada per rilevare l´esausto Aricò "punzecchiato" dalla tribuna ma sempre pericoloso ed efficace quando ha la palla al piede. Ma fa parte dell´imponderabile del calcio. In altre circostanze il bomber di Gualtieri è stato determinante per le fortune torresi e con ogni probabilità, se almeno un terzo delle nitide occasioni da rete costruite dal Torregrotta con il capitano rossoblù ancora in campo, fossero state concretizzate, l´andamento , l´esito e con essi anche i commenti di fine gara, avrebbero potuto essere diversi.

Si è accennato all´inizio anche alla fiducia e, alla stregua di quanto si è visto nel soleggiato pomeriggio del "Proto", al di là del risultato ingeneroso, lungo la strada del rientro non ha potuto non fare capolino dopo aver metabolizzato la sconfitta, una ventata di ottimismo sul futuro di questa squadra, che ha dimostrato in terra ennese di avere un´anima, di possedere un´intelaiatura solida e che, se non verranno stravolti gli equilibri di spogliatoio, "incidenti di percorso" come quelli di Troina, potranno pure ripetersi ma se il calcio ha ancora una logica, è comunque destinata a recitare un ruolo tutt´altro che anonimo...l´importante è acquisire fiducia nei propri mezzi e crederci, a cominciare già in occasione del debutto casalingo di sabato pomeriggio col Real Aci.

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