30 Ottobre 2020
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FINE DELLA PAUSA DI RIFLESSIONE, OCCORRE RIMBOCCARSI LE MANICHE - Dopo l´incredibile pomeriggio del S.Giacomo, rossoblù in campo in vista del derby col Città di Milazzo.

05-11-2013 07:00 -

E´ grigio il cielo del day-after del Torregrotta dopo il rocambolesco 2-3 di Castiglione di Sicilia. Non poteva essere diversamente, alla luce di quanto visto nell´arco di una gara che iniziata un po´ in sordina, con la formazione di casa a cercare inutilmente di mettere confusione nella metà campo rossoblù, ha poi visto salire in cattedra l´undici di Enzo Borelli, il tecnico che seppur condizionato dalle contemporanee assenze dello squalificato Nanìa, degli infortunati Sciliberto e Giovanni Cambrìa e dell´indisponibile Ruggeri e con un Saporita a mezzo servizio e in dubbio fino a mezz´ora prima del fischio d´inizio, non si è perso d´animo, presentando contro il Randazzo una formazione ugualmente competitiva e che dopo aver concesso qualche metro di troppo ai locali, senza mai tuttavia rischiare la capitolazione, per oltre 25 minuti del primo tempo ha dettato i tempi del match, realizzando due ottime marcature con il sempre più implacabile Rasà, colpendo un palo pieno con Cucè (nella foto), reclamando un penalty sacrosanto su Saporita e sfiorando la rete in almeno altre due circostanze, con Rasà solo davanti al portiere e con Saporita che concludeva debole e centrale da ottima posizione.

"Dalla polvere alle stelle" commenta il Giornale di Sicilia dalla sponda etnea, "Randazzo padrone nei primi 20 minuti, poi "permette" agli ospiti di farsi avanti...", rincara "La Sicilia", tutti commenti ovviamente improntati ad esaltare la "remunta" della compagine catanese, che ha avuto senza dubbio alcuno il merito di non lasciarsi andare anche sotto di due reti al riposo e nonostante la più che serpeggiante aria di contestazione che aleggiava in gradinata, con giocatori che nei commenti del primo tempo erano quasi tutti improntati all´esclusione dalla rosa, per poi diventare, come spesso accade, gli eroi di giornata al triplice fischio del direttore di gara che non rilevava un netto fallo di mano in area etnea susseguente al corner (l´unico in tutta la gara) calciato da Cucè, per poi concederne uno ai più apparso inesistente, in quanto scaturito da una caduta al limite del vertice alto sinistro dell´area di rigore rossoblù, con Beppe Borelli assolutamente immobile sul tentativo di "sfondamento" di Nicita in un´azione che nel basket verrebbe pacificamente punita con il fallo assegnato all´attaccante.

Meglio sorvolare poi sul gol che ha riaperto di fatto una gara che sembrava chiusa e viziato da un fuorigioco "chilometrico" di Lembo sul lancio in corridoio di Mirko Corrente, il "deus ex machina" del gioco degli etnei, sul quale il collaboratore di linea (il nisseno Ciappa) ha dato input di lasciar correre inducendo Attardi ad un grossolano errore.

Ma questo, si sa, è il bello (o il brutto, dipende ovviamente dai punti di vista) del calcio con le sue contraddizioni, con gli errori che fanno comunque parte del gioco e che bisogna seppure a denti stretti accettare senza cadere (o scadere) nelle provocazioni e senza vittimismo gratuito, cercando di prendere anche da un pomeriggio come quello vissuto al "San Giacomo" quello che di buono si può prendere.

Si dirà che se al Randazzo sono stati necessari 25´ per ribaltare il doppio svantaggio, nelle alte sfere del calcio nazionale ne sono bastati molti di meno (14 per l´esattezza) per consentire alla Fiorentina di portarsi dallo 0-2 al 4-2 sulla Juventus, ma lì, la rimonta viola fu il frutto di una reazione rabbiosa della squadra di Montella, favorita da un totale black-out della squadra di Conte e legittimata da una ripresa ineccepibile sotto tutti i punti di vista.

Sta di fatto che il commento della Gazzetta del Sud "Il Torregrotta fa harakiri. A Randazzo si ferma sul più bello", fotografa quasi alla perfezione, la gara di domenica pomeriggio di una squadra, il Torregrotta appunto, che al di là dei madornali errori di una terna evidentemente non in giornata, si è dimostrata ancora una volta squadra capace di tutto e del contrario di tutto, andando a toccare in questa occasione limiti di masochismo che ancora non avevamo riscontrato, riuscendo infatti a farsi praticamente del male da sola, sciupando il doppio vantaggio con un approccio alla ripresa, ammettiamolo, approssimativo, laddove invece era forse necessario affondare il classico colpo di grazia su un avversario apparso in confusione e pronto ad essere "matato", e soprattutto con una tensione nervosa eccessiva, come se la squadra sotto di due reti fosse quella torrese e non invece quella locale.

Alla fine, a mente serena, risulta ancora difficile stabilire dove finiscano i meriti del Randazzo e dove comincino i demeriti del Torregrotta, che fallisce l´opportunità di un tris consecutivo di vittorie che avrebbe lanciato i rossoblù in una zona di classifica molto più tranquilla e a ridosso del Città di Milazzo, prossimo avversario domenica pomeriggio al Comunale, in un derby che avrebbe sicuramente assunto i contorni di big-match della giornata ma che invece, con la classifica attuale, diventa un confronto tra una formazione in corsa per il salto di categoria ed un´altra che necessita di punti per staccare ulteriormente il terzetto di coda e possibilmente lasciare la sempre scomoda 11^ posizione che, finisse oggi il campionato, costringerebbe la compagine del presidente Sindoni ad un play-out casalingo (con il Ghibellina...ndr).

Nulla di compromesso, sia chiaro, anche perché la classifica nella zona centrale è cortissima con 6 formazioni in un fazzoletto di 3 punti, tre delle quali devono ancora osservare il turno di riposo obbligatorio (Pistunina, Ciappazzi e Randazzo) e le esperienze recenti del passato insegnano che i conti vanno sempre fatti alla fine. Resta pur sempre, è vero, il rammarico per i punti persi banalmente per strada e per una situazione disciplinare che di settimana in settimana mette il tecnico nell´impossibilità di dare un assetto definitivo alla propria squadra, ma fasciarsi la testa adesso non avrebbe senso, risultando probabilmente più produttivo rimboccarsi le maniche e navigare a vista, affrontando di volta in volta l´avversario proposto dal calendario.

Si può presumere, ma non ci meraviglieremmo più di tanto se si glissasse per concentrarsi preferibilmente sul prossimo turno, che saranno questi gli argomenti a tenere banco nel briefing di inizio settimana che Enzo Borelli terrà prima di avviare la preparazione vera e propria, con all´orizzonte come dicevamo il derby di domenica pomeriggio contro l´undici di mr.Gaetano Accetta e nelle cui file militano gli "ex" Stefano Bucca, Filippo Romeo, Salvatore Torre, Danilo Giglio ed il torrese Cristiano Parisi, che inaugura una serie di confronti tra le due società che sia a livello di Promozione, che in Coppa Italia con il doppio confronto del 13 e del 27 novembre, che in campo Juniores con la sfida al Comunale di martedi 19, caratterizzeranno questa fase novembrina della stagione.

La settimana di allenamenti seguirà il suo canonico corso, con le quattro sedute serali fino al venerdi, a scandire i tempi dell´avvicinamento all´appuntamento con la forte compagine mamertina. Farà eccezione la giornata odierna che, con il folto gruppo degli "under" impegnato nel pomeriggio per la trasferta di campionato con la Pro Mende, vedrà il tecnico capitolino, affiancato dal preparatore atletico Pippo Bonarrigo, in campo con una ristretta aliquota di "senatori".
Data per scontata l´assenza di Sciliberto, bisognerà valutare le condizioni degli infortunati Giovanni Cambrìa, Simone Isgrò e Ruben Saporita, mentre appare in progresso il convalescente Ivan Mento, i cui tempi di recupero sembrano avviarsi alla conclusione nel giro di qualche settimana.

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