22 Aprile 2019

FRENATI OLTRE I PROPRI LIMITI… - Troppi episodi controversi per una squadra che chiede rispetto dalle terne arbitrali

06-02-2019 16:30 - PROMOZIONE 2018/19
L'atterramento di Rasà ad opera di Rosiglione domenica scorsa contro il Bronte



7 i cartellini rossi (un paio dei quali meritati, ma altri apparsi eccessivi oltre che evitabili…ndr) finora elevati ai danni dei giocatori rossoblù, 67 i gialli (parecchi per falli cosiddetti “veniali”), 6 rigori contro assegnati, tre dei quali nelle ultime tre gare disputate e almeno tre decretati per interventi iniziati abbondantemente fuori area o vistosamente “accentuati” dagli attaccanti di turno per la serie “tutti giù per terra”, ma soprattutto almeno quattro penalty sacrosanti non concessi a favore e che chissà, avrebbero potuto indirizzare diversamente il destino delle rispettive gare.
Ci riferiamo al fallo su Battaglia sul quale il fischietto di turno ha sorvolato a Bronte nelle battute finali della trasferta in casa del Ciclope alla 5^ di andata sul punteggio di 1-1 (poi persa per un gol allo scadere); secondo episodio parecchio dubbio, la settimana successiva sul 2-1 per gli ospiti, al 90’ del match del “Gangemi” contro l’Aci S.Antonio prossimo avversario dei rossoblù domenica 10, con una respinta col braccio tra dischetto e linea di porta da parte di un difensore su tiro di Ballarò diretto verso la porta avversaria, non ravvisato dal direttore di gara.
Si passa poi alla terza di ritorno sempre sul rettangolo amico, stavolta contro il Giardini Naxos, con Brigandì che nel corso del primo tempo e sul punteggio di 1-0 per gli jonici, si incunea tra due difensori avversari e viene messo giù in piena area.
Ultimo episodio eclatante, domenica scorsa nel retour-match col Bronte, con Rasà che sempre nella prima frazione di gioco e sul punteggio di 1-0 a favore del Città di Torregrotta, viene steso senza remissione dal portiere ospite Rosiglione a pochi passi dalla linea di porta.
Il calcio è bello perché non è una scienza esatta e non c’è mai la possibilità di una controprova, ma il dubbio di quello che poteva essere e non è stato per via di questi che noi tuttavia riteniamo soltanto dei puri ed involontari “errori di valutazione”, è più che mai legittimo e fondato.
Chi ci conosce e conosce la storia di questa società, sa bene che è ben lungi da noi il voler sindacare sulle decisioni arbitrali, spesso discutibili è vero, ma che vanno accettate per quello che sono, considerato anche che a livello dilettantistico, ogni decisione va presa nell’immediatezza e non c’è VAR che tenga.
A ciò si aggiunga che tra i principi cardine su cui ci si basa c’è anche quello del rispetto delle regole e della lealtà sportiva, accettando il campo come giudice supremo e incontrovertibile, consapevoli della assoluta buonafede della classe arbitrale verso cui nutriamo lo stesso immutato rispetto. Altro “dogma” di questa società è che la prestazione di una terna vada inquadrata esattamente alla stessa stregua di quella dei ventidue giocatori in campo, con un errore di valutazione, decisivo o meno che possa rivelarsi, da accettare esattamente come un qualsiasi errore di un calciatore in fase di gioco, qualunque sia il ruolo: sia del portiere che calcola male il tempo di un’uscita, che di un centrocampista che perde palla in fase di uscita, come di un centravanti che dosa male il pallonetto davanti al portiere fuori dai pali.

Va precisato altresì, che quanto sopra, non viene evidenziato in questo particolare momento della stagione, semplicemente per tirare acqua al proprio mulino laddove la classifica continua a farsi sempre più drammatica, ben consci che al di là di questi aspetti sopra elencati, qualsiasi classifica, alla resa dei conti, riflette in linea di massima, quelli che sono stati gli errori di una stagione nata male e, almeno finora, sviluppatasi peggio.
Va da sé però che gli episodi menzionati, quanto meno discutibili alla luce delle immagini registrate, hanno finora avuto come comune denominatore il Città di Torregrotta quasi sempre nell’ingrato ruolo del danneggiato, una situazione che a nostro sommesso parere richiederebbe una maggiore attenzione e, soprattutto, una maggiore serenità di giudizio nel contesto del singolo match, in un momento particolare della stagione nella quale Borelli ed i suoi ragazzi, che stanno cercando con tutte le forze possibili di evitare la retrocessione diretta, non chiedono favoritismi di sorta ma solo rispetto per poter giocare ad armi pari tutte le restanti partite piuttosto che recitare ogni settimana l’immeritato ruolo della vittima predestinata.


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