03 Dicembre 2020
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IL CAPITANO "CONGEDANTE" ALL´ULTIMO TACKLE - Giunta al capolinea la carriera di Beppe Borelli. Intervista al capitano alla vigilia della gara dei saluti

03-04-2014 17:15 -

Leone, Previti, Raffa, Monaco, Gitto, Lisa, D´Angelo, Squadrito, Borelli, Donato, Spadaro. Questo l´undici iniziale con il quale il 9 settembre 2007, in occasione dell´andata del primo turno di Coppa Sicilia contro il Saponara, vinta 2-0 con reti di Monaco al 62´ e Cicciarello all´81´, fece il suo debutto con la maglia del Torregrotta, proveniente dal Villafranca con cui aveva disputato gli ultimi campionati di Eccellenza, l´allora 36enne Beppe Borelli che, sposata in pieno la causa rossoblù, ne è ben presto diventato capitano e bandiera.

Domenica, a distanza di 6 anni e mezzo da quel pomeriggio di fine estate, sarà Torregrotta-Riviera Messina Nord, ultima di campionato della stagione 2013/14, la partita con la quale il capitano, oggi prossimo alle 43 primavere, dopo 174 gare di campionato (25 in Prima categoria e le restanti 149 in Promozione) e 18 di Coppa in maglia rossoblù, giunge al capolinea di una lunghissima carriera iniziata nella natìa Roma e proseguita in Sicilia dall´età di 23 anni.

Capitàno di tante "battaglie", ha vissuto con il Torregrotta l´annata dell´ultima Prima Categoria disputata nel 2007, contribuendo alla immediata risalita della società del Presidente Nino Sindoni in Promozione con in seguito cinque salvezze anticipate ed un play-off mancato di un punto (nel 2010).

Doverosa quindi un´intervista al capitano "congedante" che tra passato e presente, lancia uno sguardo anche al futuro di una squadra che nel girone di ritorno ha già cominciato ad incarnare il carattere e la grinta di uno degli elementi portanti del Torregrotta dell´ultimo decennio e che per due stagioni consecutive (nel 2011 e nel 2012) è risultato il più presente della rosa della Prima Squadra.


C - Stavolta, dopo alcuni tira e molla negli anni precedenti, sembra davvero arrivato il momento in cui hai deciso di mettere la parola "fine"...

G.B. - "Proprio così, e non perché fisicamente non mi senta in grado, tutt´altro, nonostante qualche acciacco. In realtà è più una questione mentale e sappiamo bene che è dalla testa che parte tutto il resto. Se non c´è più l´input di un tempo, neppure le gambe girano a dovere. Poi magari in partita non dò quest´impressione perché è mia indole cercare sempre di dare il massimo. Del resto chi mi conosce sa che non ci sto a perdere neppure nel torneo di briscola del condominio, ma riconosco da me che è arrivato il momento di passare la mano."


C - Oltre 25 anni di carriera, 30 se si contano anche le giovanili, avrai giocato sicuramente più di un migliaio di partite. Che differenza sostanziale trovi tra il calcio di un tempo e quello attuale?

G.B. - "Certamente sono tantissime le partite disputate e posso ritenermi fortunato non avendo subito infortuni gravi che potessero compromettere la carriera. In merito alla differenza, dispiace dirlo ma bisogna riconoscere che è enorme. Il livello tecnico dei campionati è sceso tantissimo, colpa anche, a mio modo di vedere, del regolamento che impone l´impiego dei giocatori "juniores" e che secondo me va rivisto perché un ragazzo, se è valido, gioca ugualmente, anche se fuori quota. Così com´è invece, gli "under", fortunatamente non tutti, si sentono tutelati dal regolamento stesso e non cercano di migliorarsi perché sanno comunque che quasi certamente il posto in squadra lo trovano, almeno fintanto che sono juniores. Il problema loro sarà quando usciranno da quella condizione e dovranno camminare con le proprie gambe."


C - Dovessi tornare indietro nel tempo, con l´esperienza fatta negli anni trascorsi sui campi di calcio, cosa non rifaresti?

G.B. - "Sicuramente alcuni errori di gioventù, determinati anche dalle mie vicissitudini familiari. La scomparsa di mia madre nel 1993 è stata una di quelle "botte" dalle quali poi non mi sono più rialzato come avrei dovuto. In quel periodo giocavo nella "D", ma quell´episodio mi segnò al punto che di lì a poco avrei iniziato ad abbandonare certi palcoscenici, limitandomi a fare il calciatore dilettante perché comunque il calcio ce l´ho nel sangue. Alla fine mi sono reso conto di aver dedicato tantissimo tempo correndo dietro ad un pallone, tralasciando però altri aspetti importanti della vita. Sulla scorta della mia esperienza quindi, sento di poter dire ai ragazzi di vivere il calcio con gioia e come momento di sana aggregazione, ma senza inseguire false chimere perché in questo sport pochi sono quelli che sfondano. Per tutti gli altri, le motivazioni e gli obiettivi reali devono restare ben altri."


C- In tutto questo tempo, ci sarà pure una partita che avrai nel cuore e tieni tra i tuoi ricordi più forti...

G.B.: "Quella che ricordo meglio di tutte, è la partita disputata nel 1993 in serie D quando militavo nell´Anzio. Fu una gara molto delicata perché arrivò al termine della settimana in cui era morta mamma. Nonostante mister e compagni, solidali in quel momento per me particolarmente duro da affrontare, mi avessero suggerito di lasciar stare per quella domenica, andai ugualmente al campo e volli giocare il derby col Nettuno che vincemmo 2-1, tra l´altro con una mia rete, io che di gol non è che ne segnassi una caterva. Però quella partita, al di là del risultato e della prestazione personale, mi servì per riallacciare un filo che per alcuni giorni credevo si dovesse interrompere per sempre.
Un´altra partita cui sono molto legato, è la finale di Coppa Italia di Eccellenza ai tempi in cui militavo nel Villafranca. Giocammo quella finale ad Aci S.Antonio contro il Modica e lì vincemmo il trofeo Regionale, provando una gioia immensa
."


C - Veniamo al tuo periodo torrese. Sette anni cominciando dalla Prima Categoria del 2006/07 fino a domenica pomeriggio. Dopo aver militato nel Villafranca, nella Spadaforese e nella Pro Mende, squadre con cui hai pur sempre vinto qualcosa, lasci la scena con qualche cruccio o può andar bene così?

G.B. - "Se devo essere sincero, avendo lasciato l´anno prima l´Eccellenza per venire al Torregrotta in Prima Categoria, mi sarebbe piaciuto tantissimo tornare al gradino di sopra con la maglia rossoblù, sarebbe stato il modo migliore per chiudere un cerchio ideale in un ambiente che in tutti questi anni ha dimostrato di essere davvero una famiglia, dove la serenità sta di casa e che a livello organizzativo e societario non avrebbe problemi a stazionare stabilmente in Eccellenza. E´ vero, ci possono essere le discussioni, ma fanno parte del gioco e guai se non ci fossero perché i confronti contribuiscono a crescere insieme, ma ciò non toglie che per serietà e serenità, Torregrotta non sia seconda a nessuno e può definirsi un´isola felice dove poter fare calcio, seguiti da un gruppo di dirigenti con a capo il presidente Sindoni, sempre presenti, competenti e che non fanno mancare proprio nulla."


C - Domenica, l´atto conclusivo con il Riviera Messina Nord, l´ultimo atto della tua carriera. Inevitabilmente, nel momento in cui lascerai il campo, ripercorrerai velocemente il film di una vita trascorsa dando calci ad un pallone...e poi?

G.B. - "E poi...festeggerò la salvezza con i compagni di squadra, un gruppo di gran bravi ragazzi dal primo all´ultimo arrivato, con i quali si è stabilito un bellissimo feeling che mi porta a dire che dei gruppi vissuti qui a Torregrotta, questo è sicuramente uno dei più belli e validi con i quali abbia condiviso lo spogliatoio e dalle grandi prospettive nell´immediato futuro al punto che, con un paio di innesti mirati, non nascondo che mi sarebbe piaciuto giocare con loro anche nella prossima stagione."

C - Vuoi vedere che stai tornando indietro sui tuoi passi?

G.B. - "Assolutamente no, non credo di tornare indietro sulla decisione maturata anche perché alla mia età è quasi una tappa obbligata. Era solo un modo per dire che è un gruppo giovane ma dalle enormi potenzialità e, per il tipo di elementi che ci sono, mi sarei ritrovato a mio agio. Per quanto mi riguarda, se la società vorrà, potremo valutare serenamente l´opportunità di proseguire il percorso già intrapreso da qualche anno con la Scuola Calcio e che devo ammettere, sta dando buoni risultati anche se è chiaro che adesso devo guardarmi intorno per vedere cosa fare al di fuori del rettangolo di gioco."


C - Un aneddoto del passato che ti è stato da lezione per la tua carriera?

G.B. - "Nel 1987, quando militavo nella nazionale italiana dilettanti, in vista di una partita al Flaminio contro la Finlandia, l´allora selezionatore mr.Romolo Alzani, presomi in disparte mi disse che se volevo mantenere il posto, dovevo andare al massimo perché nel calcio, qualsiasi cosa avessi fatto prima, non esiste la riconoscenza. E devo dire che nel corso di tutti questi anni, chi mi vede settimanalmente in allenamento a tirare il gruppo e domenicalmente in partita, sa che ho sempre cercato di dare il massimo di me stesso perché sono uno che in panchina ci sta poco volentieri e qualsiasi cosa possa aver fatto in passato, il posto me lo dovevo sempre conquistare perché giusto come diceva il mister, la parola riconoscenza nel calcio è un´illustre sconosciuta."


C - Cosa vuoi dire agli sportivi torresi prima degli ultimi 90 minuti di domenica pomeriggio?

G.B. - "Un grazie immenso a tutti per l´affetto di cui mi avete circondato e che mi hanno fatto sentire di casa sin dal primo momento in cui vi ho messo piede. Del resto, dopo la prima fase di ambientamento, potevo avvertire lo stacco tra il campionato di Eccellenza e la Prima Categoria che avevo trovato qui a Torregrotta. Invece di settimana in settimana, questa maglia rossoblù mi si è cucita addosso sulla pelle e se ho dato tutto per questa società dalla quale ho avuto tanto, è perché chi viene a Torregrotta, e questo i ragazzi che lascio lo sanno bene e si è visto, non può non essere orgoglioso di essere stato chiamato ad onorare una maglia che ha un blasone ed una storia da difendere".


LE PRESENZE DEL "CAPITANO" IN ROSSOBLU´ (dato aggiornato alla penultima del campionato in corso)

2007/08 (Prima Categoria): 25 (+5 in Coppa Sicilia)
2008/09 (Promozione): 23 (+2 in Coppa Italia)
2009/10 (Promozione): 21 (+2 in C.Italia)
2010/11 (Promozione): 27 (+2 in C.Italia)
2011/12 (Promozione): 29 (+2 in C.Italia)
2012/13 (Promozione): 27 (+2 in C.Italia)
2013/14 (Promozione): 21 (+3 in C.Italia)

TOTALE: 173 (Campionato) + 18 (C.Italia)

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