28 Settembre 2020
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IL CAPITANO E LA CRISI DEL 7° ANNO...- Intervista a Beppe Borelli nel giorno del suo 42° compleanno (con lo sguardo rivolto al futuro).

22-05-2013 13:30 -
E´ ormai entrato a far parte della galleria dei "fedelissimi" in maglia rossoblù. Nell´estate del 2007, quando era giunto nella sede dell´ASD Torregrotta appena retrocesso in Prima Categoria, per risollevare le sorti della squadra e puntare all´immediato ritorno in Promozione, non ha avuto esitazioni.
Da allora, nonostante qualche tentazione ricevuta qua e là, ha sposato in pieno la causa del sodalizio rossoblù e per attaccamento ai colori ed impegno, non è certamente secondo a nessuno, anche se spesso, la voglia di portare più in alto possibile la sua squadra, lo induce ad assumere atteggiamenti poco graditi ai direttori di gara, che si traducono nei numerosi cartellini (il più delle volte gialli, vedi i 10 di quest´anno...ndr) che tuttavia non impediscono al capitano della formazione torrese, di essere sempre uno degli elementi trainanti della compagine cara al presidente Nino Sindoni.

Ancora dal fisico integro nonostante i tantissimi anni trascorsi a giocare sui polverosi campi dilettantistici dell´isola, è sempre lì in allenamento a tirare il gruppo, segreto questo che gli consente di mantenersi ancora oggi in ottima forma a dispetto della carta di identità, eppure Beppe Borelli, romano di nascita e trapiantato a Spadafora ancora ventenne, compie oggi 42 primavere, una ricorrenza che a giudicare dalle affermazioni del capitano, non sembra quasi avvertire, a maggior ragione adesso che lo vediamo sempre impegnato sul rettangolo di gioco, nelle vesti di co-istruttore nella florida scuola calcio rossoblù.
Approfittiamo dell´occasione per "intercettarlo" e scambiare quattro chiacchiere durante una pausa di lavoro.

www - 42 anni, una bella età per un giocatore di calcio. Molti preferiscono attaccare le scarpette al chiodo molto tempo prima. Cosa puoi consigliare ai giovani calciatori per avere una lunga vita agonistica come la tua?

B - Se posso, direi il senso del sacrificio e la voglia di migliorarsi sempre senza pretendere tutto e subito. Noto invece parecchia voglia di voler bruciare le tappe in fretta e ciò fa sì che la frenesia porti a sbagliare tanto. Aggiungiamo anche la componente fragilità e questo comporta che alle prime difficoltà i ragazzi si abbattano facilmente e tendano a mollare. Serve in pratica più carattere.

www - L´avversario che ti ha fatto sudare di più in carriera...

B - Il centravanti del Gragnano, avversario del Villafranca in occasione della semifinale play-off per la serie D. Un giocatore duro e al tempo stesso leale, che soprattutto nella partita di ritorno giocata in Campania (finita con il Villafranca vincitore ai calci di rigore...ndr) mi ha dato davvero filo da torcere. Alla fine - aggiunge sorridendo - non so se le ha prese più lui o le ho beccate di più io, ma l´importante era passare il turno...

www - L´allenatore con il quale ti sei trovato meglio?

B - Senza esitazione, dico Pino Irrera e, non perché siano stati gli ultimi due in ordine di tempo, Antonio Alacqua e mio padre. Tre tecnici, senza voler far torto agli altri, di grande spessore e personalità e da cui hai soltanto da imparare.

www - La partita che ricordi con più piacere e quella che ti ha lasciato con l´amaro in bocca...

B - La vittoria della Coppa Italia d´Eccellenza col Villafranca ai danni del Modica resta sicuramente tra i ricordi più belli. Era davvero un periodo d´oro per quel gruppo anche se la parentesi più amara è legata sempre a quella fase. Mi riferisco al ritorno della finale play-off per la D a Montenero di Bisaccia. Partivamo dal 2-0 dell´andata. Abbiamo dilapidato tutto e mandato in fumo una D a portata di mano.
In rossoblù, a dire il vero, c´è un episodio che fatte le debite proporzioni mi ha lasciato uguale amarezza ed è stato il finale di campionato 2007/08 quando dopo aver condotto in testa per buona parte della stagione, il finale ha riservato il sorpasso in classifica del Monforte con la beffa conclusiva del play-off perso da secondi contro il Sacro Cuore quinto. Il ripescaggio in estate ha poi rimesso tutto a posto, ma resta l´amaro di non aver legittimato sul campo la nostra superiorità.


www - Secondo campionato sotto la gestione tecnica di papà Enzo. Il primo a detta tua lo scorso anno è stato soddisfacente e sorprendentemente positivo. Dovessi definire quello appena concluso, come ti esprimeresti?

B - Ancora più positivo del precedente, innanzitutto perché quest´anno si è partiti già con lui in panchina e poi, non sottovaluterei il fatto che ovunque siamo andati abbiamo raccolto consensi perché si è sempre giocato un calcio piacevole, fallendo in pratica solo alcune partite, cosa questa che nell´arco di una stagione è una variabile direi fisiologica. E´ pur vero che i soli complimenti non portano punti in classifica e che forse in talune circostanze sarebbe stato meglio dar più spazio alla praticità piuttosto che all´estetica, ma è un dato di fatto, che nell´arco delle 30 giornate, le volte in cui siamo stati messi sotto si possono contare sulle dita di una mano. Resta com´è ovvio il rammarico di non aver raccolto risultati proporzionati al volume di gioco espresso, ma il calcio non è una scienza esatta e bisogna anche mettere questo in preventivo.

www - A proposito di campionato, il 2012/13 si è concluso ancora una volta con quella che ormai comunemente viene definita, una permanenza "tranquilla" e Torregrotta che mantiene saldamente il suo dignitoso posticino in Promozione. Eppure, da quando sei in maglia rossoblù, non si è mai andati oltre il 6° posto. Facendo una sintesi dei 6 anni finora trascorsi in rossoblù, in quale anno pensi che si potesse arrivare a qualcosa di più?

B - Per come si era partiti, credo che proprio quello appena terminato avesse tutti i requisiti per essere l´anno buono per puntare ai play-off. Poi c´è stato qualche calo di tensione che aggiunto ad alcuni infortuni, hanno finito col condizionare l´intera seconda parte della stagione. Un´altra annata favorevole era stata quella conclusa nel 2010 col 6° posto con Antonio Alacqua alla guida tecnica, ma l´ultima di campionato a Monreale ha vanificato un po´ tutto.

www - Veniamo ad un argomento un po´...come dire,...delicato... Quest´anno hai collezionato 10 cartellini gialli, dietro solo ai 12 di Tramontana della Ciappazzi e agli 11 di Blandino (Equipecomprensorio) e Calderone (Delfini). Spiegaci un po´ da dove deriva questo "feeling" con gli arbitri...

B - Secondo me, i principali fattori si possono riassumere in una mancanza di adeguata preparazione della classe arbitrale nel gestire determinate situazioni che normalmente si presentano durante una partita. Non sempre si incontrano arbitri con cui poter dialogare e che riescono a cogliere le sfumature di certe situazioni di gioco finendo con l´apparire intransigenti nonostante la nostra voglia di essere collaborativi. Spesso infatti le civili richieste di spiegazioni che vengono loro rivolte in virtù della fascia che portiamo, viene mal interpretata come una volontà di innescare una polemica. Delle 10 ammonizioni rimediate quest´anno, almeno la metà derivano da situazioni del genere. L´altro fattore è la foga agonistica che fa parte del mio modo di vivere ogni partita e porta ad innervosirmi quando vedo alcuni compagni che approcciano male la gara, finendo col condizionare i miei comportamenti in campo. Del resto, non ci sto a perdere senza prima aver lottato per uscire dal campo vincitore.


www - Se per la Prima Squadra la stagione si è conclusa da quasi un mese, la stessa cosa non si può dire per quella dei piccoli che sono impegnati fino a metà giugno. Tuttavia un pensierino al 2013/14 lo avrai già fatto...

B - Se ti riferisci all´aspetto agonistico e ad un mio proseguimento da giocatore, certamente, magari con il Torregrotta inserito in un girone con trasferte logisticamente più contenute. A leggere certi quotidiani, anche se siamo nel campo delle ipotesi e siamo ormai abituati ai ribaltoni estivi, si potrebbe andare a finire col giocare nel trapanese (Castellammare del Golfo...ndr). Sotto questo aspetto, ma è solo un mio parere, spero che in Federazione tengano conto di distanze chilometriche che non fanno il bene delle società. Tornando alla domanda, la voglia di continuare non manca. Fisicamente non avverto particolari problemi che semmai sussistono sul piano mentale anche perché in me c´è la consapevolezza di voler fare le cose per bene. Molto dipenderà anche da come si metteranno le cose in chiave "Prima Squadra" perché alla mia età è fondamentale essere in uno spogliatoio nel quale "divertirsi" ed avere il piacere di stare insieme ai compagni ed al mister.
Finora posso dire senza ombra di dubbio, che nonostante il mio carattere non facile, sia stato fortunato a trovare sempre motivazioni ed ambienti ideali dove potermi esprimere, ma nel calcio non si può mai sapere cosa riserva il futuro e bisognerà vedere anche cosa ne pensa la società.


www - Crisi del settimo anno o cos´altro?

B - In effetti, volendo usare questa terminologia, il rischio di una crisi del settimo anno c´è. Di certo non è connesso alla società nella quale mi trovo perfettamente a mio agio come in una seconda famiglia e con la quale, anche in virtù dell´esperienza che sto vivendo con il settore giovanile, ho stabilito un legame molto forte. Come dicevo prima però, occorre vedere che programmi ci sono e vedere se c´è spazio anche per un quarantaduenne...

www - Sincerità per sincerità, dovremo abituarci all´idea di non vedere più Beppe Borelli nelle vesti del capitano in Promozione?

B - Non dipende soltanto da me, anzi, fosse per il sottoscritto, continuerei. D´altronde, se le cifre degli ultimi campionati disputati, dimostrano che a dispetto dell´età, il mio nome è sempre risultato tra quelli dei giocatori più presenti in assoluto, qualcosa vorrà pure significare. L´importante è, come già detto, divertirsi a fare calcio perché se sei in un contesto dove c´è poco dialogo con il mister e con i compagni, non è una novità che tutto diventi inevitabilmente più difficile.

www - Nelle ultime tre stagioni, per due volte al top delle presenze rossoblù. Quest´anno ti ha "fregato" Cucè, lasciandoti il secondo posto...

B - Prima o dopo doveva accadere. Era inevitabile. Mi fa enormemente piacere per Alessandro (Cucè...ndr) e ciò dimostra la validità e la serietà di questo ragazzo che ha saltato solo una gara per somma di ammonizioni, ma non modifica più di tanto il quadro della situazione, dal momento che comunque essere il secondo per numero di presenze, sta a significare che di partita in partita, vuoi per scelta, vuoi per necessità, la società ha potuto fare affidamento anche su Beppe Borelli.

www - Si parlava prima di giovani e bisogna riconoscere che ti sei calato alla perfezione nel ruolo di istruttore nella Scuola Calcio. Scherziamo un po´, del resto i nominati capiranno...Dì la verità...meglio alle prese con le piccole leve rossoblù o allenarsi e giocare con Pirrone e Sframeli?

B - E me lo chiedi pure? - risponde con una sonora risata che la dice tutta e con la quale si chiude l´intervista al capitano rossoblù nel giorno del suo compleanno.

AUGURI CAPITANO!!!

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