23 Ottobre 2020
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IL TORREGROTTA NON CI STA. E SE CI SI RITIRASSE DAL CAMPIONATO? - Sotto la lente d´ingrandimento, un recupero extra-large ed il dopo-partita di Milazzo targato Boscarino & co.

03-03-2014 16:30 -
42´ Sciliberto (coperto dall´arbitro) a terra dopo l´intervento di un difensore. Boscarino ad ampi gesti fa proseguire...
Pensavamo di averle già viste un po´ tutte ma evidentemente ci eravamo sbagliati ed il vecchio adagio secondo il quale "non si finisce mai di imparare", è sempre valido anche nel mondo del calcio e nonostante lustri, anzi decenni trascorsi a girovagare per i campi di mezza Sicilia possano indurre a ritenere di aver visto tutto e di più.
Certo non ci si aspettava di assistere anche all´inverosimile, ma nel 2014, in un campionato di Promozione, secondo livello del calcio dilettantistico targato FIGC, dobbiamo ricrederci e ritenere a questo punto come ci sia spazio anche per questo .

Puntualizziamo innanzitutto, e chi ci segue da anni lo sa bene, che non è nostro costume commentare le direzioni arbitrali, tanto più che a nostro modo di vedere, i direttori di gara ed i loro assistenti, sono componenti indispensabili di una partita di calcio che, al pari dei 22 giocatori in campo, sono soggetti ad azioni e valutazioni che in un modo o nell´altro possono anche, seppure in buonafede, indirizzare le sorti di una gara.
L´errore umano però è ampiamente comprensibile e riteniamo con convinzione che si debba accettare una valutazione tecnica errata della terna alla stessa stregua di un errore di un qualsiasi giocatore.

Avremmo preferito senza ombra di dubbio alcuna, commentare da queste righe, un derby vibrante, incerto fino all´ultimo e denso di emozioni quale quello cui gli oltre 500 spettatori del Grotta di Polifemo hanno assistito, per merito delle due formazioni scese in campo.
Del Città di Milazzo che pur in una giornata negativa, ha avuto dalla sua il merito di reagire immediatamente alla rete con la quale Saporita al 20´ della ripresa, proprio nel momento migliore dei mamertini, aveva portato in vantaggio il Torregrotta con una prodezza balistica di rara bellezza, che se fosse stata realizzata in altri lidi ed in altre categorie, sarebbe stata collocata di diritto tra le top 10 (ma siccome è stata messa a segno in Promozione, tra qualche giorno non se ne ricorderà più nessuno...ndr), credendo poi fermamente nel successo fino all´ultimo istante.
Del Torregrotta che smettendo i panni dell´agnello sacrificale, ha disputato una gara di grande intensità, ottima per tenacia ed applicazione , mettendo sovente in difficoltà l´avversario, giocando prevalentemente di rimessa la sua onesta partita e sfiorando così l´impresa di cogliere un pari che di questi tempi sarebbe stato oro colato.

Dicevamo che avremmo preferito commentare una gara vinta dal Città di Milazzo cui vanno comunque i sinceri complimenti per la stagione che sta disputando e nei cui confronti non c´è nessun astio, prova ne sia il sereno dopo-partita tra le rispettive dirigenze ed i giocatori di ambo gli schieramenti, vincolati da un profondo sentimento di amicizia e stima reciproci che neppure 200 "Boscarini" riusciranno mai a scalfire.

Vince dunque la squadra di Gaetano Accetta che continua la sua pur difficile rincorsa alla Castelbuonese (ieri vincente nella stracittadina contro i "cugini" allenati da Ciccio Nardi, nonostante lo speaker del "Grotta" a fine primo tempo provasse a suonare la carica ai suoi dando la notizia poi rivelatasi infondata a causa di un malinteso, del doppio svantaggio della capolista) e si mantiene così in corsa su due fronti (Campionato e Coppa, giunta ai quarti di finale e non alle semifinali, come lo stesso speaker evidentemente annebbiato dall´aria del Carnevale intendeva far credere agli spettatori) .

Soccombe il Torregrotta che comunque ha poco o nulla da rimproverarsi ed esce dal campo con l´onore delle armi, mantenendo invariata la situazione in classifica con una giornata in meno da disputare ed un vantaggio che si mantiene a +12 dal Riviera che deve ancora osservare il turno di riposo e sarà ospite al Comunale nell´ultima di campionato e +17 dal Ghibellina, ma che dovrà fare i conti con un organico irrimediabilmente falcidiato dalle decisioni assunte a fine gara dal signor Boscarino di Siracusa, a meno che il commissario di campo, presente nel pomeriggio milazzese, non abbia annotato per filo e per segno anche i torti subiti dal Torregrotta ad opera della terna.

Passiamo ai fatti che cominciano dal 42´ del primo tempo, quando al termine di una veloce e ben orchestrata manovra torrese, Bertino dal fondo mette in mezzo dove Aricò preso controtempo, lascia sfilare la palla per Sciliberto che poco entro l´area si appresta a calciare a rete quasi un rigore in corsa. Al momento del tiro però, il capitano del Torregrotta viene platealmente atterrato da dietro (sarà costretto a restare negli spogliatoi rilevato ad inizio ripresa da Cambrìa) con il direttore di gara che fa cenno di proseguire tra l´incredulità generale ed il silenzio tombale del pubblico di casa che attendeva il fischio di una massima punizione "solare" (nella foto Sciliberto, coperto dall´arbitro, a terra tra le proteste di Aricò e Saporita).

La ripresa, che si apre con la rettifica da parte dello speaker incappato in una giornata sfortunata, che dopo qualche altra gaffe anche a livello settore giovanile (scherzi del Carnevale o turbamenti torresi?...), comunica finalmente (a se stesso, perché la smentita era già arrivata in tempo record in tutto lo stadio...) l´esatto parziale del"Failla", si snoda secondo la stessa trama del primo tempo, con il Milazzo a "fare" la partita ed il Torregrotta che si difende ordinatamente.
Laddove non vi riesce, c´è Giunta a metterci sempre la classica pezza sui tentativi più o meno ravvicinati di Rosario Rasà e compagni. In avanti, Saporita fa reparto a sé, facendo ammattire l´intera retroguardia milazzese, con il trio Salmeri, Fleri e Parisi, a maledire il momento in cui si sono imbattuti nel fromboliere rossoblù.
In avanti, a fare a sportellate con il diretto avversario, Alessandro Aricò che al pari dei compagni non si è risparmiato uscendo sfinito all´81´ rilevato da Isgrò.
Per il resto, tutta la squadra a combattere su ogni pallone, come tanti gladiatori in un´arena che aspettava, inutilmente, che i leoni sbranassero la preda designata.

Proprio Saporita però, nel momento migliore del Città di Milazzo, zittisce lo stadio sfruttando al 65´ una velocissima ripartenza. Il 20enne attaccante filippese, ricevuta palla sulla trequarti in posizione decentrata sulla sinistra, controlla e lascia partire una pennellata di destro a girare, che si infila imparabilmente sotto l´incrocio alla sinistra dell´esperto Stefano Bucca con il giovane "puntero" torrese a correre impazzito di gioia verso la panchina ed il gelo che piomba sul pubblico di casa letteralmente ammutolito e nel quale gli unici ad esultare, sportivi torresi presenti in tribuna esclusi, sono un tenero gruppo di ragazzini della scuola calcio locale che nell´innocenza tipica della loro età avevano apprezzato il gesto tecnico del giocatore.

La rabbiosa reazione dei padroni di casa si concretizza al 74´ quando sugli sviluppi di una punizione calciata da Alosi in area, la sfera giunge al termine di un batti e ribatti a Rasà che implacabile scaraventa in rete firmando il classico gol dell´ex e rimettendo il risultato sui binari della parità (ridando fiato al bravo e volenteroso speaker dello stadio per il quale avevamo temuto il peggio ma fortunatamente ripresosi dall´apnea da record, durata 9´, tanti quanti ne erano passati dal gol di Saporita al pareggio mamertino...).

Nei restanti minuti si assiste al serrate finale della formazione di mister Accetta, che continua a collezionare calci d´angolo (alla fine se ne conteranno 13 a 0) e punizioni da ogni zolla del rettangolo di gioco, ma viene sistematicamente murata dall´attenta retroguardia torrese ben sorretta da un Giunta versione saracinesca e che sui palloni sbucanti da fuori area, si esibisce ripetutamente in interventi di piede, salva risultato.

Trascorrono inesorabili i minuti, con l´ombra del pareggio a calare sempre più consistente sul deluso Grotta di Polifemo e con i cronisti pronti a recitare il "de profundis" alle seppur scarse per quanto presenti ambizioni di primato dei mamertini che nel recupero della sfida di domenica scorsa a Castelbuono, potrebbero aver mandato in malora il salto diretto in Eccellenza dalla porta principale.

Ma per un recupero da maledire, ecco che arriva in soccorso un recupero da "santificare".

Minuto 90: il signor Boscarino con ampio cenno della mano aperta, comunica all´intero stadio che l´over-time sarà di 5 minuti. Un´eternità per il Torregrotta , ma sostanzialmente giusti per le interruzioni avvenute nel corso della ripresa e durante i quali l´undici di casa spende con la forza della disperazione le ultime speranze di agguantare il successo. Si arriva al minuto 94´ e 20" ed il Città di Milazzo beneficia di un calcio di punizione dal limite in posizione centralissima. Il tiro viene ribattuto dalla barriera con palla che si dirige verso la bandierina del calcio d´angolo.
Frattanto, con il recupero già scaduto, il gioco che prosegue quando il cronometro segna 96´ e 15" ed i presenti che si chiedono se a questo punto arrivati si debba attendere il "golden-gol" o se la gara andrà avanti ad oltranza fintanto che la squadra locale non segna, Cariolo entra in area ospite dove viene a contatto con Ruggeri, ma si tratta di uno di quei contatti come se ne vedono a decine ogni domenica.
Fatto sta che la punta mamertina, cade in area. Al signor Boscarino non sembra vero e indica senza esitazione alcuna il dischetto, accordando ai padroni di casa una massima punizione quanto meno dubbia ma sicuramente assegnata ben oltre il recupero concesso e nel corso di un recupero "extra-large" del quale facciamo fatica a capirne i motivi.

Cariolo (per la gioia dello speaker ormai quasi cianotico ma che d´incanto finalmente riprende colorito e voce) trasforma al 98´ dopo che il direttore di gara aveva espulso Ruggeri ed Irrera per proteste e allontanato a malo modo dal campo il presidente Sindoni ed il preparatore atletico Bonarrigo.
Nel percorso verso gli spogliatoi, della furia del signor Boscarino ormai in "trance" e che ricordandosi che è Carnevale estrae cartellini come fossero coriandoli, ne farà le spese anche Valerio Impalà, reo soltanto di essere nelle vicinanze dell´arbitro siracusano.

Nel frattempo, l´assistente di linea che operava sul versante opposto alla tribuna coperta dello stadio, brandiva con fare minaccioso la bandierina all´indirizzo del giocatore Sciliberto intento a protestare verbalmente ed in cui soccorso giungeva il compagno di squadra Aricò.

Nel dopo-partita, lo stesso presidente Nino Sindoni, nello spogliatoio dell´arbitro per chiedere con fermezza e decisione ma pur sempre in maniera civile, spiegazioni di quanto accaduto nel recupero, veniva fatto accomodare fuori dallo stesso assistente che pochi istanti prima aveva minacciato Sciliberto con la bandierina, con maniere poco urbane e urlando come un ossesso, "Buttatelo fuori!", lesive della dignità di un dirigente che da 25 anni presiede con orgoglio ed onore un´associazione calcistica unanimemente riconosciuta per la correttezza in campo e fuori e che da sempre ha onorato lo sport, accettando con serenità il verdetto del rettangolo di gioco, anche a costo di apparire autolesionista e condividendone il risultato e difendendo sempre l´operato della classe arbitrale.

Quello che non si accetta però è che venga calpestata senza ritegno la dignità di un presidente, di una società e di una squadra che al pari delle altre e forse anche di più, affrontano sforzi e sacrifici immani per onorare domenicalmente lo sport e che se devono uscire sconfitti lo vogliono fare sul campo, come sempre fatto e non per causa di una direzione persecutoria, arrogante e palesemente in malafede come quella del signor Boscarino, che potrebbe indurre ad assumere decisioni clamorose, non ultima il ritiro della squadra dal campionato.
A questo proposito, il sodalizio rossoblù nella persona del suo massimo esponente, ha già inoltrato accurato e dettagliato dossier, al fine di chiedere il tempestivo intervento dei vertici Federali per gli approfondimenti del caso, confidando perché no, sul particolareggiato rapporto stilato dal Commissario di Campo a fine gara.

Un messaggio giunto ieri sera in redazione, recitava con stupore: "Come si fa a perdere una partita su rigore al 98´?". Al nostro amico interlocutore non resta che rispondere...chiedetelo al signor Alessio Angelo Boscarino...e pensare che nella domenica di Carnevale attendevamo un colpo da "corsari"...e invece ci ha pensato "Arsenio Lupin"...
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IL VIDEO DELLA PARTITA

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