12 Luglio 2020
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"VOGLIO UNA VITA SPERICOLATA" - Ritratto di Piero Pino. La ns. intervista al tecnico dei Giovanissimi Regionali.

02-08-2013 18:30 -

Dopo Enzo Borelli (Prima Squadra) e Lino De Gaetano (Juniores ed Allievi), tocca a Piero Pino, il collaudato tecnico dei Giovanissimi che dopo una carriera da calciatore trascorsa a calcare i polverosi campi dilettantistici contribuendo alle fortune calcistiche delle squadre in cui ha militato e, spesso, perchè no, anche "purgando" le sue ex (Torregrotta compreso), si è riproposto nella versione da allenatore nel settore giovanile, cogliendo di anno in anno risultati sempre più confortanti.
L´apice, almeno finora, poco più di 3 mesi fa, con il trionfo provinciale dei Giovanissimi rossoblù, al termine di una cavalcata vittoriosa che ha portato il suo manipolo a mettere in fila tutto il resto di un´agguerrita concorrenza.
Poliedrico nella vita, novello Fregoli dei nostri giorni, si trasforma da serio e preparato professionista sul lavoro a meticoloso e pignolo allenatore, oltre che in passato agguerrito oppositore sugli scranni dell´Aula Consiliare, passando per finire alla sua passione per l´attività teatrale, adesso soppiantata da quella di gran lunga preferita, di nonno "part-time".
Mai scontato nelle sue esternazioni e privo di peli sulla lingua, Piero Pino, disponibile al dialogo e "vero" al punto da accendersi come un cerino in un nonnulla, si concede al nostro cronista con un´intervista che pubblichiamo nella sua versione integrale ed originale, che mette a nudo il carattere di un personaggio che non conosce la parola "banalità".

Redazione: Mister, partiamo dal recente passato...27 aprile 2013...Villafranca Tirrena... ti ricordano qualcosa?

PINO: "E come no! Il titolo di Campione Provinciale zona di Messina vinto con i miei ragazzi. Il raggiungimento di un obiettivo che ci eravamo prefissati sin dall´inizio della stagione 2012/2013 dopo la delusione della precedente . Il coronamento di tanti sacrifici. La vittoria soprattutto del gruppo e per gruppo intendo quello che abbiamo voluto io e te, con l´immancabile supporto, non dobbiamo dimenticarlo, di tutto il resto della società."

Redazione: Dovessi illustrare con un solo fotogramma la stagione di quella squadra, quale immagine pensi possa di poter estrapolare?

PINO: "Ne scelgo due: la foto del gruppo stretto in cerchio prima dell´inizio della finale, quando passando accanto ai miei ragazzi ho sentito dire a Crimaldi in siciliano stretto "figghioli uora ´ntrasemu e ni pigghiamu ´sta vittoria picchi´ semu gghiù fotti". Erano tutti insieme, titolari e riserve, che si caricavano convinti dell´obiettivo che si accingevano a raggiungere e poi la corsa sfrenata e penso liberatoria di Angelo Falcone dopo la rete del 2-0 al Gi.Fra, inseguito da Irrera e Sittineri. Sono due momenti che col senno di poi mi hanno fatto capire la forza interiore di quel gruppo eccezionale."

Redazione: Ci sono stati momenti durante la scorsa stagione, in cui hai pensato di non farcela? Mi riferisco soprattutto alle sconfitte di Lipari e in casa col Gi.Fra.Milazzo.

PINO: "No. Con il Lipari ho avuto paura che il contraccolpo psicologico creasse problemi sopratutto a Sapienza (rigore del 3-3 calciato sulla traversa...ndr), ma poi non facendolo pesare ho recuperato sia il ragazzo che il resto di tutta la squadra. Con il Gi.Fra, nonostante la sconfitta interna (l´unica della stagione...ndr) mi sono convinto, confortato anche dall´ottimo primo tempo disputato e nel quale potevamo passare in vantaggio noi, che avevo una bella squadra in grado di raggiungere qualsiasi obiettivo. Se ricordi bene, in quella circostanza ti dissi che non li avevamo subiti ma che ci mancava quel pizzico di personalità per poter giocare alla pari e che abbiamo acquisito di partita in partita."

Redazione: Qual è stato invece il momento in cui hai capito che i tuoi ragazzi potevano puntare al bersaglio grosso?

PINO: "A obiettivo raggiunto ti potrei dire la qualsiasi, ma dopo la vittoria con la Trinacria a Messina e dopo aver subito tanto e sofferto in due occasioni allorquando Peppe (Trovato..ndr) fece quei due interventi salva-risultato, ho pensato di coprirmi inserendo un centrocampista in più (Irrera) e dando spazio alla versatilita´ di Augusto (Sittineri). A quel punto ho pensato "perche´ non fare lo stesso in finale?". "

Redazione: Una domanda che ci eravamo ripromessi di farti a bocce ferme...Adesso ce lo puoi dire...cosa c´era dietro quel tuo rifiuto di farti fotografare ad inizio gara insieme alla squadra...sembrava quasi un rito scaramantico...

PINO: Centrato, anche se da cattolico credente non lo dovrei dire, si trattava davvero di una forma di scaramanzia. Anzi, visto che ci siamo, te ne dico un´altra e a cui forse non hai fatto caso, ma prima di ogni gara non facevo neppure la barba. Quindi i riti scaramantici erano due.

Redazione: Mettiamo da parte i sentimentalismi e passiamo al presente. Quest´anno avrai un compito non da poco: quello di conservare la categoria regionale conquistata in aprile...Con quale spirito Piero Pino si accosta a questa "avventura"?

PINO: "Sono molto carico e motivato, ho tanta fiducia nei ragazzi che sono rimasti in categoria e conosco molto bene anche quelli che si inseriranno venendo dagli esordienti. Certo è molto difficile. Cambiano mentalità e forze in campo, ma io sono un combattente nato e quindi non mi preoccupo e se i ragazzi mi seguiranno allora si che saranno dolori per gli altri. Quindi, se tanto mi da tanto io spero di fare qualcosa di buono."

Redazione: In tutta sincerità...la definisci una scommessa calcolata o un salto nel buio?

PINO: "Una scommessa calcolata. Se ho lasciato diciotto leoncini adesso voglio portare avanti diciotto tigrotti."


Redazione: In ottica regionale, ritieni già di avere una rosa in grado di reggere l´urto o pensi manchi qualche tassello e dove in particolare?

PINO: "E questa è una dolente nota. Mi mancano due esterni sul lato sinistro, una punta da affiancare ai piccoli De Vita, "Battaglino" e qualche altro che il mio Direttore Sportivo, Don Fabio (Trovato) mi ha promesso di aver già contattato. Tuttavia anche se non dovesse venire nessuno, io la categoria la voglio mantenere."

Redazione: Dopo una fase caratterizzata da un´autentica espansione di scuole calcio affiliate con questa o quella società professionistica, quest´anno si sta assistendo al processo inverso con la tendenza al ridimensionamento dei programmi di alcune società, se non addirittura ad una loro quasi scomparsa. Quali secondo te le possibili cause?

PINO: "Intendi chiedermi perchè noi stiamo raggiungendo gli obiettivi prefissati e gli altri no? E qui mi dai l´opportunità di dire in maniera chiara quello che penso: se le società viciniori avessero approntato la loro politica gestionale dei settori giovanili sulla progettualità a medio/ lungo termine come abbiamo cercato di fare noi, piuttosto che puntare al risultato nell´immediato, tutto questo non sarebbe successo. Mi spiego meglio...noi curiamo con enormi sacrifici i nostri tesserati, dai Primi Calci sino alla Prima Squadra, seguendoli tutti indipendentemente dal valore e dalle capacità, accettando eventualmente anche cocenti sconfitte ma consci che così formeremo, se non dei grandi calciatori almeno delle persone migliori. Per le altre società invece l´apparire è meglio dell´essere e sovente ci si sobbarca ad impegni economici non indifferenti con risultati non sempre all´altezza. Alla fine, dati alla mano, la politica impostata dall´ASD Torregrotta paga, quella delle altre società no. Lo dicono i numeri. "

Redazione: Passiamo infine ai pronostici, partendo dagli Allievi che annoverano diversi elementi di tua conoscenza (...). Senza entrare nel merito del compito che attende mr.De Gaetano, come vedi la situazione in chiave "Regionale"?

PINO: Gli Allievi dovrebbero fare un campionato di vertice, altrimenti (e qui si lascia andare ad un sorriso complice che la dice tutta) il mio lavoro dove andra´ a finire? De Gaetano l´ho affrontato da avversario e, calcisticamente parlando non mi era tanto simpatico, ma è un tecnico serio, preparato e capace, quindi credo che farà ottime cose e poi con i miei ex ragazzi non può che fare bene.

Redazione: ...e veniamo ai Giovanissimi...dovessi firmare anche tu in anticipo, per che posizione punteresti?

PINO: "Siamo realisti. E´dura, molto dura ma come dicevo prima, il lavoro e il sacrificio alla fine danno sempre risultati e poi, aggiunge con un ghigno malandrino e denso di significati, io non firmo mai per un pari..."



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